giovedì 30 luglio 2015

Il mio amico francese - Bourgogne Pinot Noir 2012 Louis Jadot


Non sono un'esperta di vini francesi. La colpa è grave, ma il portafoglio non permette troppa assiduità coi transalpini. I miei amici che li conoscono meglio affermano che il vero pinot noir è solo quello vinificato in Francia, ma forse esagerano. In ogni caso, un ottimo amico francese che invito sempre a tavola volentieri me lo sono fatto: questo meraviglioso Borgogna o il suo fratello di sangue Bourgogne Couvent des Jacobines che, a circa 18€, competono alla grande con vini di prezzo ben superiore. Difficile dire con cosa non si abbinino bene, tanto sono versatili e sempre affascinanti.

 La bottiglia di oggi versa un vino di un granato leggero con un'unghia aranciata, di media trasparenza e dagli archetti piuttosto stretti e densi. Il profumo è molto intenso e complesso, da purosangue, frutta rossa matura, rose rosse in fase tardiva di fioritura, pepe nero evidente e spezie, il tutto per un naso molto armonico e profondo. Al gusto si ritrovano tutto l'equilibrio e l'eleganza degli aromi, profondità e complessità di note perfettamente accordate fino al lungo finale. Tannini morbidissimi e avvolgenti. Per me, 89/100 sono tutti suoi. Cercatelo e dedicatevelo, un grande vino per tutte le occasioni.


Involtini vegetariani


Ingredienti per 4 involtini
1 melanzana
2 peperoni
1 zucchina grande
100 g di mollica di pane
100g di provola
olio q.b.
sale
pepe



Affettate le melanzane e le zucchine nel senso della lunghezza. Grigliate le fette, un minuto per lato, su una bistecchiera unta e ben calda.
Arrostite i peperoni in forno. Quando sono pronti spellateli, puliteli bene dai semi e divideteli in quattro faldoni.
Mettete la mollica di pane frullata in una ciotola assieme a 3 cucchiai di olio. Mescolate sgranando bene con una forchetta, in modo che tutto il pane risulti uniformemente imbevuto. Unite alcune foglie di prezzemolo tritato.
Distribuitene un cucchiaio su ogni fetta di verdura assieme ad un pezzetto di provola, salate e arrotolate come fossero involtini

 Infilzate ciascun rotolino in uno spiedo di legno alternando melanzana, zucchina e peperone.
Cospargete  con la mollica avanzata e qualche pezzettino di provola.
Passate al grill finchè la mollica non sarà dorata e la provola ben sciolta. Pepate se gradite e servite.
Buon appetito!

















lunedì 27 luglio 2015

Involtini di manzo con piacentino di Enna allo zafferano e crudo di Parma



Ingredienti per 10 involtini
10 fettine di manzo da circa 100g ciascuna
150g di piacentino di Enna allo zafferano
200g di prosciutto crudo di Parma
1 costa di sedano
1 carota
2 scalogni
1kg di pomodori da sugo
farina di riso q.b.
5 cucchiai di olio evo
pepe se piace



Gli involtini di manzo sono un piatto che preparo saltuariamente e senza premeditazione, perchè è  raro trovare un taglio di carne  con la giusta infiltrazione di grasso. Oggi, nel banco macelleria a cui mi rivolgo, era disponibile: una  rosa di manzo ben marmorizzata. Le venature di grasso si sciolgono in cottura e rendono morbida la pietanza. La carne magra è più salutare ma meno buona e tende ad essere stopposa, la ben nota "suoletta".


 
Realizzare gli involtini è molto semplice.
Prendete una fettina di carne, asciugatela bene con la carta da cucina su entrambi i lati, adagiatela in un piatto e farcitela con una fetta di prosciutto crudo di Parma e un pezzetto di pecorino allo zafferano. Arrotolate e chiudete con degli stuzzicadenti.


Preparate il sugo.
Fate un trito con le verdure classiche: sedano carota e cipolla. Io ne faccio una quantità abbondante perchè non metto le stesse verdure all'interno degli involtini come fanno molti.
Soffriggetelo in olio evo e, quando si sarà ben appassito, aggiungete i pomodori passati al passaverdure.
Mentre la passata raggiunge il bollore, infarinate gli involtini nella farina di riso e rosolateli su tutta la superficie in un tegame capace.
Unitevi la passata di pomodoro che nel frattempo avrà cominciato a bollire. Non unite mai il pomodoro freddo,  altrimenti la temperatura della carne scenderà improvvisamente e questa rilascerà acqua, seccandosi.
Lasciate cuocere per circa 40 minuti.
Pepate se gradite e servite.
Io non ho aggiunto sale per la presenza del prosciutto e del formaggio che, a mio avviso, garantiscono un giusto grado di sapidità.
La particolarità di questo piatto è data dal pecorino allo zafferanno, formaggio tipico della città di Enna, che si sposa molto bene con questa preparazione, donando una sfumatura di sapore insolita e inaspettata.
Buon appetito!




Con questa ricetta partecipo al contest di batuffolando mare o montagna


domenica 26 luglio 2015

Passeggiando in centro - Foodiegranita al caffè


Una passeggiata in centro a Roma con il sole estivo obbliga a una foodiegranita. Storica e ancora la migliore è quella al caffè con panna della Tazza d'Oro al Pantheon. Non una qualsiasi, il caffè utilizzato è di ottima qualità e il gusto si sente tutto, una tappa obbligata per gli amanti della nera e caldissima bevanda che qui non perde nulla nell'abbinamento al suo opposto, il bianco e freddissimo ghiaccio. Dai due estremi, coronati da una montagna di panna montata freschissima, un piacere sopraffino nell'afa romana. Purtroppo, una nota dolente c'è. Quando me ne innamorai, più di venti anni fa, era anche un piacere economico, le mille lire meglio spese di un assolato pomeriggio. Ma ormai il suo prezzo è sestuplicato (!!) e farne godere tutta la famiglia inizia a diventare una spesuccia, a 3€ al pezzo la superba granita al caffè non è più regalata. Vero è che, se la paragonate agli estivi prodotti di massa che trovate più o meno allo stesso prezzo, il confronto di gusto è impietoso quanto quello della Città Eterna con le capitali del junk-food. Se non siete di Roma e non la conoscete già, quando passate da quelle parti non lasciatevi sfuggire la foodiegranita.

giovedì 23 luglio 2015

Frittata dell'orto: melanzane zucchine e patate.


Ingredienti per 6 uova
500g di melanzane
500g di zucchine
500g di patate 
6 uova bio
olio evo q.b.
sale



Sbucciate le patate e fatele a tocchetti da mezzo centimetro di lato.
Se non avete problemi di linea potete friggerli, altrimenti sbollentateli per 5 minuti in acqua, oppure passateli al microonde, e poi rosolateli in padella.
Lavate e tagliate a tocchetti da mezzo centimetro le melanzane.
Scaldate bene una padella, fate rosolare uno spicchio di aglio in 4 cucchiai di olio, aggiungete le melanzane e fatele andare a fuoco vivace per almeno 15 minuti.
Trattate le zucchine come le melanzane, usando una cipolla al posto dell'aglio e prolungando la cottura di almeno 5 minuti.

Una volta che tutti gli ingredienti saranno cotti, uniteli in una ciotola capiente assieme alle 6 uova sbattute. Se volete fare una frittata più dietetica eliminate i rossi e utilizzate solo gli albumi aumentando il numero di uova.
Amalgamate il compoto, salatelo e versatelo in una padella antiaderente ben calda e unta, coprite con
un coperchio e lasciate cuocere a fuoco basso per qualche minuto. Quando la frittata si stacca giratela con l'aiuto del coperchio. Per ottenere una cottura più dietetica, e per evitare di dover girare la frittata, versate il composto in uno stampo antiaderente e mettetelo in forno per 30 minuti a 180°.

Questo piatto si presta bene per una cena vegetariana, o per accompagnare un aperitivo se la tagliate in tanti piccoli quadratini infilzati con un bastoncino decorativo.
Buon Appetito!









martedì 21 luglio 2015

Serata in rosa - Il Cerasuolo d'Abruzzo in 6 interpretazioni



Il Cerasuolo è vino d'Abruzzo, tradizione e cuore segreti, meno noto lontano da casa degli altri vini regionali, ma tipico quanto mai . Ricavato da sempre da uve montepulciano vinificate con un ridotto contatto con le bucce o addirittura, e spesso, in bianco. Sì, in bianco, perché quest'uva porta nell'acino, unica fra tutte, quelle sfumature di rosa che in tutti gli altri vini del colore di tramonto vanno carpite altrove. Diverso da tutti i rosati, unico fra tutti per carattere, capacità espressive, forza alcolica, complessità, è quello che più di tutti si presta a avvicinare a questa tipologia di vini gli appassionati dei rossi corposi.



Quale occasione migliore, allora, di una degustazione dedicata a questo gioiello delle colline abruzzesi organizzata sul lungomare al tramonto? Da non perdere e da raccontare, anche se non ho potuto assaggiare (e annotare) più di cinque bottiglie, cui ho aggiunto una sesta, la mia preferita, per la cena del giorno seguente. E, data l'occasione estiva e affollata, non ho potuto neppure tenere l'ordine migliore di assaggio, c'è un po' di casualità nella scelta e nell'ordine dei vini. Ma tant'è, ho fatto quel che ho potuto, passiamo quindi ai fatti con questi cinque, più uno, campioni del rosato d'Abruzzo.

1. Cerasuolo d'Abruzzo D.O.C. 2014 - Costantini (zona Città S. Angelo - Pescara)

Rosato di un bel colore intenso e bella trasparenza di luce. Ha un profumo piacevole di frutta e la caratteristica nota di ciliegia matura, non troppo complesso. Al gusto è pulito, diretto, fresco e molto equilibrato con un finale lungo di sfumature più dolci. La nota alcolica dei suoi quasi 14° è evidente. 
Un cerasuolo piuttosto classico e ben fatto. La pulizia è il suo punto di forza e si presta a accompagnare bene molti piatti, dai brodetti di pesce ai formaggi di media stagionatura, senza forzarne i sapori con un carattere troppo particolare. 82/100 e circa 9-10€.


2. Cerasuolo d'Abruzzo Superiore D.O.C. 2014 - Filomusi Guelfi (zona Tocco da Casauria - Pescara) 


Colore più chiaro del precedente, rosa trasparente e leggero. Ma prendendo confidenza, il confronto si ribalta. Ha un naso più complesso e più chiuso, va agitato nel calice per esprimersi: sulle note tipiche di ciliegia si accavallano profumi più profondi di amarena, sfumature legnose e leggerissime essenze che ricordano gli idrocarburi. Il tutto torna nell'assaggio, per un gusto molto particolare, ancora amarena, radici e liquerizia, persistente e complesso. Un vino da studiare, non banale, ha un suo spiccato carattere. A me è piaciuto, ma non può andare su qualsiasi piatto: su pesce grasso alla brace, su preparazioni di pesce affumicato? Coprirebbe troppo piatti più leggeri. 85/100. Dovreste trovarlo a circa 10€.


Da un'azienda piuttosto giovane di cui amo molto i risultati ottenuti con il Montepulciano, questo peso leggero, dai "soli" 12,5°, contro i primi due forti avversari. Il colore rosa vira leggermente sull'oro nell'unghia, il vino è trasparente e leggero, il profumo di ciliegia è intenso, ma in questo caso più carico d'erba e fiori. E il tono erbaceo si ritrova all'assaggio dove termina in una nota quasi di menta. Una buona persistenza molto armonica completa un prodotto davvero piacevole. 85/100 anche per lui. Accompagnamento ideale per preparazioni di mare, anche complesse, dove prevalgano però la leggerezza e i profumi delle erbe e delle spezie. Prezzo intorno agli 8€.



Altra azienda piuttosto giovane, altro cerasuolo che punta al carattere più che alla forza. Ancora 12,5° per un vino dal colore bellissimo, rosa molto scuro, quasi un rubino chiaro. Il profumo in questo caso non smentisce l'aspetto, è ampio e complesso, floreale, con note particolari che ricordano la violetta e l'uva matura, oltre alla ciliegia d'ordinanza trasportata dalla nota alcolica tutto sommato evidente nonostante la gradazione non eccessiva. Anche all'assaggio è un vino complesso, abbastanza fresco e con un retronaso intenso di viola e un finale con note leggerissime di crema. Non comune, può piacere molto o non troppo e ha qualcosa che lo fa sembrare più alcolico di quanto non sia. Sarei curiosa di provarlo sul risotto barbabietole e gorgonzola. Almeno come colore, sarebbe ben abbinato... chissà. 86/100. La fascia di prezzo è sempre quella appena sotto ai 10€ in enoteca.


Un cerasuolo certificato bio e vegan, ma pur sempre potente, con i suoi bei 13,5°.  Rosa leggero con riflessi aranciati, molto trasparente, porta in dote un profumo abbastanza intenso di fiori, ma lo trovo più tradizionale, con toni tutti di ciliegia e erba tagliata. Il sorso è semplice e equilibrato, con la ciliegia accompagnata da una nota quasi agrumata che conferisce una bella freschezza. Un vino dal carattere meno deciso, ma più versatile sulla cucina. 83/100. Non ritrovo la foto... forse avevo già bevuto troppo? Potete trovare il Natum a circa 8€.

...e, per finire, la mia scelta personale, il cerasuolo che ho comprato per la mia cena del giorno seguente e che ho voluto confrontare subito in quest'ultima annata...


Anche qui siamo in presenza di un vino biologico, di una azienda che produce pochissimi tipi di bottiglie, ma di valore, tra i quali uno dei miei Montepulciano d'Abruzzo preferiti, appunto il Praesidium. Se lo trovate, prendetelo senza esitazioni, è un campione dell'enologia regionale.
Questo cerasuolo si presenta più denso degli altri, meno trasparente, con un colore che tende più al rosa antico con riflessi d'arancio. Il profumo è molto intenso e complesso, un montepulciano più fine ma di altrettanta struttura. Ciliegia, rose rosse sfiorite, pepe leggero, spezie, note che ricordano oleandri lontani in fioritura avanzata, si seguono e si amalgamano. Quando si assaggia si ritrova la complessità del naso, la partenza è più morbida con una bella sensazione di densità, un vino corposo, ma poi arriva puntuale una freschezza piacevole che stempera il finale. Leggere note quasi fumé terminano la persistenza di buona portata. Un gran bel vino, con una struttura e una potenza alcolica (14°) degne di un rosso e però tutta l'eleganza di questo splendida vinificazione "in rosa" che è il cerasuolo d'Abruzzo. Per me è ancora il campione tra quelli di questo banco di prova. 88/100 e circa 13€ in enoteca.

sabato 18 luglio 2015

Bianchi per tutti i palati: Nicolino Illuminati, Cococciola Tenuta Ulisse, Pecorino Colle Civetta Pasetti

Come vi dicevo, per accompagnare la cena del genetliaco del nonno, il vino l'ho portato da casa. Per accontentare un po' tutti, nonne, signore, signori e mariti, ho scelto tre bianchi di livello e gusto completamente diversi. Andiamo con ordine.


Qui siamo alla base della base dei bianchi da pesce. Il vino giusto per la bisnonna, abituata al vino leggero e frizzantino. Nicolino è un simpatico bianco economico e gradevole, ben fatto per il suo prezzo, ma senza pretese. Un Tavernello anabolizzato? Mix di uve locali d'Abruzzo, trebbiano e passerina, e d'altra origine, garganega e riesling, lavorate con fermentazione in autoclave. Ha un colore paglierino chiaro con riflessi verdognoli e un perlage leggero. Il profumo è semplice e non troppo intenso, leggermente floreale e ha un gusto fresco e lineare. Buono per un semplice aperitivo. 75/100 e 6,50 € in enoteca.



Il prezzo non sale molto, siamo un po' sotto i 10€, ma parliamo di tutto un altro livello. Questo è un vino che mi è piaciuto davvero. La cococciola è un uvaggio autoctono, tra quelli che ormai è di moda riscoprire per la vinificazione in purezza e che spesso danno risultati interessanti come nel caso di questo prodotto della giovane azienda Tenuta Ulisse, inserito nella serie Unico. Me lo hanno consigliato come un vino dai profumi fragranti e, in effetti, mi ha stupito proprio per quelli. Colore paglierino-verdognolo carico, ha un profumo intenso di frutta, note ben colorate di pompelmo, lime e frutto della passione... un naso che sorpende in un vino di questo livello. E le stesse note si ripresentano al gusto, con una buona complessità, giusta armonia e sufficiente persistenza. Un bel vino, adatto a esaltare con i suoi aromi agrumati e esotici i semplici crudi di pesce, ma anche antipasti di pesce tradizionali  o linguine allo scoglio. Un buon acquisto e un autoctono da provare. Consigliato. 85/100.



3. Pecorino Colline Pescaresi IGT 2013 Colle Civetta - Pasetti

E per finire in bellezza e competere con la bella e succulenta pescatrice in umido con le patate, nonchè compiacere un marito in cerca di qualcosa di serio da bere, ho scelto questa selezione di pecorino, dell'azienda Pasetti. Il pecorino, in Abruzzo, è forse l'esempio più noto e più riuscito di quello che si diceva sopra, la moda della riscoperta di vitigni locali. Praticamente ignoto ai più fino a una decina d'anni fa, ormai ne offrono quasi tutte le aziende vinicole della regione e è largamente presente nelle carte dei vini di locali e ristoranti, con risultati molto, molto variabili da prodotto a prodotto. Il Colle Civetta è un vino di pregio, ben fatto. Le uve coltivate nel territorio di Pescosansonesco, collinare e ricco di argilla e calcare, trascinano nel vino una bellissima mineralità che amplifica e esalta il carattere fresco e erbaceo proprio del vitigno. Il vino ha un colore d'un oro medio, con bei riflessi e bella trasparenza. Più denso e alcolico della Cococciola, ha un profumo vivo di erba e fieno tagliato, leggerissimi lieviti, note di frutta gialla. Assaggiato, mette in mostra ancora aromi erbacei e viva mineralità, freschezza e scatto, ma con un bel finale che si stempera in una nota più dolce. Una bella armonia, che mi è piaciuta. Perfetto, come dicevo, sulla pescatrice in guazzetto. Circa 12-13€ in enoteca e 85/100 anche per lui.