Visualizzazione post con etichetta chardonnay. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta chardonnay. Mostra tutti i post

lunedì 24 agosto 2015

Vino e piatti di mare 2: Controguerra Bianco D.O.C. Daniele 2011 Illuminati



Passiamo a un piatto di mare dal sapore deciso e composto, gli spaghettoni con alici, pinoli, uva passa e pomodorini secchi che tanto sono piaciuti a giudicare dalle visite al post. E cambiamo vino. Qui serve qualcosa di molto più strutturato, che accompagni la sapidità e il gusto delle alici e la dolcezza dell'uva sultanina, la morbidezza dei pinoli e l'acidità contenuta dei pomodorini essiccati. Non un vino qualsiasi... studio con attenzione gli scaffali dell'enoteca... e scelgo qualcosa di inedito per la mia tavola ma che mi fa sperare in un'ottima riuscita... una bottiglia di Controguerra Bianco D.O.C. Daniele 2011 di Illuminati. Mi ispira il blend di uvaggi, trebbiano, chardonnay e passerina, autoctoni e internazionali, e la lavorazione raffinata con fermentazione e invecchiamento in botte che mi fanno immaginare un vino complesso e morbido, con aromi avvolgenti, se lo chardonnay ha dialogato bene con il legno. A casa, lo apro per la mia pasta, degustandone un bicchiere prima di sposarlo agli spaghettoni. Il colore è bello ma comune, un oro medio, trasparente, abbastanza leggero nel calice. Ma a seguire, il Daniele supera tutte le mie aspettative. Il profumo già annuncia il campione: è complesso e sfaccettato, di fiori, frutta matura, erbe e spezie. Su una base che ricorda il sidro di mele passano note decise di miele di castagno e aromi secondari che a me ricordano addirittura le erborinature delicate di certi formaggi. Tutto questo profluvio di sensazioni si ritrova all'assaggio, in un sorso morbido e potente, avvolgente e con un finale persistente e austero. Che bel vino! Ha tenuto testa ai molteplici sapori della mia pasta senza incertezze, altrettanto poliedrico e saziante di sensazioni dolci-sapide, morbide-fresche. Unica pecca... questa volta Daniele, nella fossa dei leoni che è la mia famiglia a tavola, ha trovato la sua fine in un attimo, sebbene si fosse già alla seconda bottiglia della serata. Troppo piacevole per sopravvivere a lungo. 89/100 e circa 14€. Uno dei vini da ricordare della stagione.

sabato 4 luglio 2015

Dolomiti sull'Adriatico - Vigneti delle Dolomiti Bianco I.g.T. La Manina 2014 Manincor

Della cena in spiaggia a base di pesce che organizzo tutti gli anni per le bambine vi parlerò in un post a parte. Questo, invece, lo dedico al vino con cui la ho accompagnata, semplice ma adatto per profumi, delicatezza e pulizia ai sapori non elaborati del pesce crudo e delle insalate di mare. Il produttore, Manincor, rappresenta una delle più antiche e vaste tenute vinicole dell'Alto Adige, dunque parliamo di una realtà consolidata, dalla produzione vasta e affermata, e non di un viticultore emergente. Il vino per la mia cena estiva è un prodotto base della loro cantina, ma curato e biologico come tutta la produzione Manincor, di prezzo contenuto, un I.g.T. da uve pinot bianco, per una metà e sauvignon blanc e chardonnay per la parte restante. Nel bicchiere ha un colore paglierino chiaro con bei riflessi verdognoli, è perfettamente trasparente e leggero come si addice a un semplice bianco dolomitico. Un aspetto perfetto, sebbene derivato dai monti, per abbinarsi con i colori delicati dei crudi di pesce e della luce serale sul mare calmo, già all'occhio una sintonia di purezza colori-sapori che invita alla convivialità. Il profumo è intenso e sorprende rispetto all'aspetto così tenue. Ha una bella forza di lieviti, frutta gialla, soprattutto ananas, mela, albicocca, non sfigurerebbe al confronto di vini più preziosi. Al gusto, invece, mi è piaciuto per la vivace freschezza e la bella acidità stemperata, nel finale, da una nota più morbida donata probabilmente dallo chardonnay ben dosato. Vino semplice, ma elegante, buon compagno per aperitivi con finger food leggero e delicato, pesce in preparazioni non elaborate, come nel mio caso, o formaggi freschissimi dal sapore dai cenni leggeri.
10€ circa in enoteca e 84/100 ben meritati.

lunedì 1 giugno 2015

Chardonnay friulano - Jurosa 2012 Lis Neris

E veniamo, oggi, a un vino di calibro. Ogni tanto, per tenere allenate le papille, è d'obbligo concedersi qualcosa di categoria superiore, magari per consolarsi di un piatto un po' troppo semplice come la spigola al sale di ieri, buona, certo, ma che, se non adeguatamente accompagnata, lascerebbe insoddisfatto lo spirito gourmet. Ho scelto, per l'occasione, un bello chardonnay in purezza, il Jurosa di Lis Neris. Il vitigno ha origine incerta, un apolide giramondo che trova ovunque ospitalità e che in ogni luogo è capace di reinventarsi estraendo dalla terra che lo accoglie i profumi e i sapori che la rendono unica. Quando viene passato in legno, anche da quella materia estrae carattere in maniera sorprendente, costruendo mille vini diversi e mille sorprese. Lo chardonnay Jurosa ha carattere. Il produttore lo ascrive ai terreni ghiaiosi della val d'Isonzo e alla maturazione in botti di rovere da 500 litri. Io mi limito a gustarlo, apprezzando la differenza con i molti altri chardonnay assaggiati. Ha un colore oro scarico di bellissima trasparenza e si agita nel bicchiere né troppo fluido, né troppo denso. Il profumo è di estrema finezza, molto piacevole su toni predominanti di lieviti fragranti e di ananas, speziato, vanigliato, complesso. Lo assaggio ed è più morbido e di tendenza dolce all'inizio, più fresco e asciutto nel finale, di una armonicità che commuove. Sorso dopo sorso, sempre più amabile, con tutti gli aromi scoperti dal naso che tornano al palato in una sinfonia di note di pane, agrumi, frutta candita, leggerissima vaniglia e un pizzico di speziatura. Non stupisce in potenza, non in agilità, ma per grande classe. Un vino fine e elegante, che mi consola della semplicità del pesce ma che meriterebbe in realtà piatti di maggiore struttura, un risotto ai funghi o al radicchio e gorgonzola per i più audaci. 19€ in enoteca e 89/100.

domenica 17 maggio 2015

Armonia perfetta - Val di Neto Bianco IgT Critone 2012 Librandi su spigola al cartoccio

Ieri sera ho voluto riassaggiare, dopo un bel po' di tempo, una bottiglia che mi era molto piaciuta, il Critone di Librandi, nota azienda vinicola calabrese. 
Per accompagnare questo bel bianco, mi sono preparata un semplicissimo piatto di pesce, spigola al cartoccio con olive nere di Gaeta, pomodorini secchi e capperi. Volevo una pietanza gustosa, ma che mi permettesse di apprezzare tutte le sfumature del vino, che ricordavo molto buono. 

Preparare una spigola al cartoccio è una cosa che chiunque può fare, persino un marito, basta comperare una bella spigola freschissima.



Ingredienti:
1 spigola da circa 1kg
50g di olive di gaeta
3-4 pomodori secchi
un cucchiaio di capperi sotto sale
olio evo sale q.b. (cioè poco)
uno spicchio d'aglio
prezzemolo

Comperate una spigola da un pescivendolo di fiducia, che la eviscererà e squamerà per voi.
Mettete i capperi in un piccolo pentolino con dell'acqua fredda.  Accendete la fiamma e aspettate l'ebollizione. Scolate e ripetete l'operazione altre tre volte per togliere tutto il sale.
Mettete i pomodori secchi in acqua bollente per una ventina di minuti in modo che si reidratino.

Ungete la spigola per bene con dell'olio evo di buona qualità e riempitene la pancia con uno spicchio d'aglio e del prezzemolo.
Chiudetela in un cartoccio di carta stagnola assieme alle olive, ai capperi e ai pomodori secchi.
Infornate  in forno già caldo a 180° per 45 min.
Il tempo di cottura è riferito ad una spigola di circa 1kg, per spigole più piccole accorciatelo, o allungatelo per pesci di dimensioni maggiori. Putroppo ogni forno ha il suo carattere, la mia vuole essere un'indicazione di massima, dopo averne cucinate un paio saprete esattamente come si comporta il vostro.
Finita la cottura inizia la parte difficile: spinare la spigola prima che si raffreddi e che si muoia di fame. Consolatevi sapendo che le difficoltà aumentano il gusto della vittoria.



Vittoria particolarmente gradita con questo bellissimo vino, un blend di chardonnay e sauvignon che tira fuori il meglio dei due vitigni. Ha un piacevole colore oro scarico di gran trasparenza, con archetti grandi e bella fluidità nel bicchiere. Il profumo è molto intenso, forte di lieviti e pane, leggero di burro, con note di frutta gialla e un netto finale erbaceo che richiama la fragranza dell'origano. Una meraviglia, per un vino dalla lavorazione così semplice. Il gusto è di grande armonia, tra la dolcezza iniziale e la sapidità, tra la morbidezza burrosa, con ricordi di ananas, dello chardonnay  e la freschezza minerale del sauvignon, che dona bella aromaticità erbacea. Trovo davvero un grande equilibrio in questo vino, che fa solo acciaio e esalta le caratteristiche proprie delle uve. Un compagno perfetto per la mia spigola e un modo eccellente di avvicinarsi ai piaceri della degustazione per soli 8€. Non perdetevelo, assolutamente.