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mercoledì 22 giugno 2016

Profumi isolani: Sicilia D.O.C. Alastro 2015 Planeta


Planeta non ha bisogno di presentazioni. Una cantina che tutti conoscono, una delle più grandi e note di Sicilia, una le cui bottiglie si trovano ovunque, dalla grande distribuzione alle enoteche. Non mi capita spesso di scegliere vini Planeta perché in genere mi piace provare produzioni dalla diffusione più ridotta, ma questa volta sono state le mie figlie a fare acquisti per me, domandando di un vino da abbinare a una tagliata di tonno preparata con pomodorini, olive e capperi, e sono tornate con l'Alastro, un blend di grecanico, grillo e sauvignon blanc. È un vino che avevo già assaggiato in passato ma che non ricordavo così gradevole. Ha un colore molto scarico, trasparentissimo, di un oro translucido che trae un po' in inganno, perché il profumo non è affatto incolore. Anzi. Al naso è molto ampio e intenso per un vino della sua fascia di prezzo, mi ha sorpreso. Si avvertono con gran decisione le note di agrumi e lieviti, è molto floreale con note piacevoli d'anice e ginestra e lascia presentire, già nell'aroma che diffonde appena stappato e mentre viene versato, una bella mineralità, un senso di pietra scaldata dal sole.
Lo bevi e ti piace, fresco e amarognolo ma con una certa rotondità di pane e agrumi che prosegue lunga e aromatica. Un vino la cui particolarità è proprio nei profumi, eleganti e ben strutturati, ma soprattutto intensissimi, grazie all'aromaticità delle uve sfruttata con sapienza. 85/100 e solo 9,50€. Una scelta di cui non pentirsi.

mercoledì 30 marzo 2016

Sauvignon Blanc Collio D.O.C. 2015 - Livon


Oggi vi propongo un vino di confine, un sauvignon blanc che arriva dal Collio, quell'estrema parte d'Italia che sconfina in Slovenia. In particolare, l'azienda familiare Livon produce vino in vista del castello di Trussio, piccolo, antico bastione nei pressi di Dolegna del Collio. Non conosco a fondo la produzione piuttosto ampia di questa cantina che possiede tenute anche in Toscana e in Umbria. Questa è la prima delle loro bottiglie che mi è capitato di provare e viene dalla linea base dei bianchi. Non nascondo che anche l'elegante etichetta liberty, accoppiata a un prezzo molto contenuto, abbia contribuito a orientarmi nella scelta del vino giusto per la mia cena da giorno feriale. In fondo, il sauvignon, vitigno di classe internazionale, ha un suo spiccato carattere e può risultare gradevole anche nelle interpretazioni più semplici. Il vino di questa bottiglia fa solo acciaio e è sottoposto a pratiche di cantina limitate, mantenendo le caratteristiche tipiche del vitigno come dote essenziale del suo profilo aromatico e gustativo. Quando lo verso nel vetro, ha un colore molto, molto tenue, trasparentissimo e appena paglierino, quasi incolore e forma archi ampi ma piuttosto lenti nonostante l'aspetto diafano. Svolge un profumo abbastanza ampio, marcato di lieviti e con toni agrumati e di fiori bianchi, un profumo che definirei dolce. Al contrario, assaggiandolo, rivela note più tendenti all'amaro e freschissime, asciutte. È piuttosto profondo e persiste in gola e nel naso con i toni erbacei propri dell'uva da cui è tratto, sfumature di foglie di pomodoro e di peperone. Mi è sembrato un vino che non spicca per armonia, l'integrazione tra le varie sensazioni non è perfetta. Tuttavia ha una sua indubbia piacevolezza che deriva dalla grande freschezza e da quelle sensazioni vegetali che trovo pregevoli. 
Un vino adeguato a bei primi di pesce, anche non semplicissimi. Non so, un piatto di tagliolini con gamberetti e zucchine, ad esempio, dei quali stempererà la dolce succulenza con la spiccata acidità e il suo tono asciutto e ammandorlato. 82/100 e, per circa 9€, non delude di certo.